domenica 10 luglio 2011

Poesia - Galway Kinnell

LA FORMA DOPPIA DI UN'UNICA SOSTANZA: QUATTRO POESIE DI GALWAY KINNELL
commento e traduzione di Alessandro Manitto

Il senso della trascendenza comporta la visione di una realtà "altra" rispetto al mondo materiale. Questa dualità, tema principale della poesia di Galway Kinnell, non si offre mai come contrapposizione: lo spirito e la carne, per lui, sono aspetti compresenti di una sola essenza, intensamente legati alla quotidianità e quindi allo scorrere del Tempo. In questo senso, incatenati alla prospettiva della Morte.
Nella scrittura, ovviamente, i due elementi si presentano come forme stilistiche. La poesia di Kinnell modula i toni colloquiali del quotidiano e quelli misteriosi del trascendente.
In Fisherman, il pescatore è simbolo nitido di una condizione tipicamente umana: l'avanzare nella notte del mondo, e il catturare dalle buie profondità, per mezzo della rete della consapevolezza, "qualsiasi cosa", facendola così emergere nell'immagine del mondo. In definitiva, la condizione eroica dell'Uomo. Ma la poesia non si arena nella stilizzazione, perché lo spirito è anche carne e vive giorno dopo giorno, immerso nella vicenda umanissima della separazione, dell'amore infelice, della paura che si accompagna ad ogni allargamento della coscienza. Il risultato è uno struggente desiderio di riparazione. Impossibile, perchè potrebbe avvenire solo sovvertendo il procedere del Tempo.
Un tale sovvertimento lo troviamo espresso nella poesia seguente: il titolo (Daybreak) si riferisce all'alba, ma è il tramonto lo scenario principale. La trascendenza si afferma qui nel paragone tra le stelle del cielo e le stelle "del fango". In qualche modo la loro è una identità, e si rende visibile nel movimento speculare che unisce idealmente l'alto e il basso. Il testo è semplice e diretto. Il simbolismo "doppio", a sfondo naturale, richiama in modo evidente la poesia di William Blake.
Stelle marine che, quasi con un moto di introversione, sprofondano nel fango: non è certo un'immagine classica di bellezza. Kinnell vuole andare fino in fondo alla materialità, e lo fa indagando il brutto, il repellente. La ricerca è evidente in The Fly. Di nuovo troviamo una dualità (l'ape vitale e la mosca ambasciatrice della fine) e la drammatica condizione di chi vive nell'attesa della morte. La decadenza della carne è presentata con uno spirito quasi barocco, da "memento mori".
After Making Love We Hear Footsteps, infine, ci mostra in maniera esemplare la capacità di Kinnell di scivolare dentro e fuori il tessuto del reale. All'inizio, in tono divertito, il poeta introduce una scena buffa e piena di leggerezza affettiva: il bambino corre nel lettone dei genitori ogni volta che questi fanno l'amore. Ma la poesia non si interrompe all'interno di questo quadretto di vita familiare, perchè Kinnell la chiude riconducendo l'immagine dei genitori e del piccolo ad un simbolo di unità che è, allo stesso tempo, naturale e sovrannaturale. La progressione è esplicita, ed ha qualcosa di alchemico: ironia, sentimento e trasfigurazione.

FISHERMAN
for Allen Planz

Solitary man, standing
on the Atlantic, high up on the floodtide
under the moon, hauling at nets
that shudder sideways under the mutilated darkness:
the one you hugged and slept with so often,
who hugged you and slept with you so often,
who has gone away now
into the imaginary moonlight of the greater world,
perhaps look back at where you stand abandoned
on the floodtide, hauling at nets
and dragging from the darkness
anything, and reaches back
to touch you
and speak to you
from that other relation to which she suddenly acquiesced dumbfounded,
but instead only sings
in the sea-birds and breeze you imagine you remember but that you truly hear.

I don't know how you loved
or what marriage was and wasn't between you -
not even close friends understand very much of that -
but I know ordinary life was hard
and worry joined your brains' faces in pure, baffled lines,
and therefore some part of you will have gone
with her, imprinted now
into that world that she alone doesn't fear
and that now you will have partly ceased fearing,
and waits there to recognize you into it
after you've lived, lived past the sorrows,
if that happens, after all the time in the world.

PESCATORE

Uomo solitario, ritto
sull'Atlantico, alto sul flusso della marea
sotto la luna, che trascini al tuo fianco
reti percorse da brividi sotto l'oscurità mutilata:
lei che hai abbracciato e con cui hai condiviso il letto tanto spesso,
che ti ha abbracciato e che ha condiviso il letto con te tanto spesso,
ora è andata via
nel chiaro di luna immaginario del mondo sconfinato,
forse guarda indietro nel punto in cui ti ergi abbandonato
sul flusso della marea, trascinando le reti
sottraendo all'oscurità
qualsiasi cosa, forse torna indietro
per toccarti
per parlarti
via da quella nuova relazione alla quale, con improvviso stupore, si è adeguata
e invece semplicemente canta
con la voce degli uccelli di mare e della brezza, e tu immagini, ricordi, ma è solo questo che
davvero stai ascoltando.

Non so in che modo hai amato
o come andasse il matrimonio fra voi -
neanche gli amici più intimi possono entrare molto in tali questioni -
ma so che la vita quotidiana era difficile
e la preoccupazione aveva modificato l'espressione della tua intelligenza in tratti di puro sconcerto,
e per questo una parte di te un giorno sarà andata via
con lei, impressa allora
in quel mondo che lei sola non teme
e che ora tu avrai in parte smesso di temere,
là ti aspetterà per riconoscerti attraverso di essa
dopo che avrai vissuto, vissuto oltre la sofferenza,
forse, al completo esaurirsi del tempo nel mondo.

DAYBREAK

On the tidal mud, just before sunset,
dozen of starfishes
were creeping. It was
as though the mud were a sky
and enormous, imperfect stars
moved across it as slowly
as the actual stars cross heaven.
All at once they stopped,
and, as if they had simply
increased their receptivity
to gravity, they sank down
into the mud, faded down
into it and lay still, and by the time
pink of sunset broke across them
they were as invisible
as the true stars at daybreak.

ALBA

Sul fango lasciato dalla marea, poco prima del tramonto,
dozzine di stelle marine
hanno strisciato. Era come se
il fango fosse il cielo
e enormi stelle imperfette
lo attraversassero lentamente
mentre le autentiche stelle si muovevano per il firmamento.
Tutto ad un tratto si fermarono
e, come se avessero semplicemente aumentato
la loro sensibilità alla forza gravitazionale,
sprofondarono giù
nel fango, scomparendo
e restando immobili dentro di esso, e solo allora
la luce rosa del tramonto eruppe su di loro
invisibili
come vere stelle dell'alba.

THE FLY

The fly
I've just brushed
off my face keeps buzzing
about me, flesh-
eater
starved for the soul.

One day I may learn to suffer
his mizzling, sporadic stroll over eyelid or cheek,
even hear my own notes
in his burnt song.

The bee is the fleur-the-lys in the flesh.
She has a tuft of the sun on her back.
She brings sexual love to the narcissus flower.
She sings of fulfillment only
and stings and dies.
And everything she touches
is opening, opening.

And yet we say our last goodbye
to the fly last,
the flesh-fly last,
the absolute last,
the naked dirty reality of him last.

LA MOSCA

La mosca
che ho appena spazzato
dal mio volto continua a ronzare
a parlare di me, di carne
divoratrice
affamata di anime.

Un giorno forse imparerò a soffrire
la sua occasionale passeggiata ticchettante su una palpebra o una guancia
e a scoprire le mie stesse note
nella sua canzone bruciata.

L'ape è emblema del giglio nella carne.
Ha sul dorso la peluria del sole.
Reca l'amore sessuale al fiore di narciso.
Canta solo di appagamento
e poi punge, e muore.
Ogni cosa che tocca
si apre, si apre.

Eppure noi ci congediamo
al cospetto della mosca
la mosca che si nutre della nostra carne, estrema
ultima in assoluto,
la sua nuda e sporca realtà, definitiva.

AFTER MAKING LOVE WE HEAR FOOTSTEPS

For I can snore like a bullhorn
or play loud music
or sit up talking with any reasonably sober Irishman
and Fergus will only sink deeper
into his dreamless sleep, which goes by all in one flash,
but let there be that heavy breathing
or a stifled come-cry anywhere in the house
and he will wrench himself awake
and make for it on the run - as now, we lie together,
after making love, quiet, touching along the length of our bodies,
familiar touch of the long-married,
and he appears - in his baseball pajamas, it happens,
the neck opening so small
he has to screw them on, which one day may make him wonder
about the mental capacity of baseball players -
and flops down between us and hugs us and snuggles himself to sleep,
his face gleaming with satisfaction at being this very child.

In the half darkness we look at each other
and smile
and touch arms across his little, startling muscled body -
this one whom habit of memory propels to the ground of his making,
sleeper only the mortal sounds can sing awake,
this blessing love gives again into our arms.

DOPO AVER FATTO L'AMORE ABBIAMO SENTITO DEI PASSI

Perchè posso russare come un trombone
o ascoltare musica ad alto volume
o rimanere alzato a parlare con qualsiasi irlandese che sia abbastanza sobrio,
e tanto Fergus affonderà sempre più
nel suo sonno privo di sogni, che passa tutto in un lampo;
ma se mai echeggiasse un ansimare
o un gridolino soffocato di piacere in qualche recesso della casa
ecco che allora si strapperà a forza dal cuscino, perfettamente sveglio,
e si precipiterà lì di corsa - proprio come adesso, che siamo qui distesi
insieme, dopo aver fatto l'amore, tranquilli, e accarezziamo l'interezza dei nostri corpi
con il tocco familiare di chi è sposato da tempo,
e compare lui - nella maglia da baseball che usa come pigiama, ma guarda un po',
ha il colletto tanto stretto
che ha dovuto avvolgersela tutta intorno, cosa che un giorno lo spingerà
a farsi qualche domanda sulle capacità mentali dei giocatori di baseball -
e si lascia cadere in mezzo a noi e ci abbraccia e si rannicchia per dormire
il viso raggiante per il piacere di essere così intensamente bambino.

Nella semioscurità ci guardiamo
sorridendo
e ci sfioriamo le braccia al di sopra del suo piccolo corpo dai muscoli sorprendenti -
lui che un'intima memoria ininterrotta riconduce alla terra del proprio concepimento
dormiente che solo l'effimera canzone dell'ardore può svegliare
dono che l'amore regala nuovamente al nostro abbraccio.

Commento e traduzioni sono di proprietà dell'autore. Ne è vietata la riproduzione, anche parziale, se non dietro esplicito consenso dello stesso. Per informazioni: info@alessandromanitto.com

Nota


Galway Kinnell (Providence, 1 febbraio 1927) è un poeta statunitense.
Fin dalla prima raccolta,
Che regno era (What a Kingdom It Was, 1960), la sua poesia di mistico moderno fissa il percorso simbolico di una esistenza divisa fra sofferenza notturna e l'idillio del giorno, tra l'adesione al mondo materiale, sociale, contemporaneo, e l'immersione nella tenebra. In Poesie della notte (1968) e Il libro degli incubi (The Book of Nightmares, 1971) l'ansia di conciliare gli opposti, mai appagata in Kinnell, trova precisi modelli formali nella ricerca alchemica - nella metafora del fuoco rigeneratore - e nel processo onirico, che coinvolgono la scrittura in uno scomporsi e ricrearsi di nuove strutture lessicali.
Artista dai molti maestri (Walt Whitman, Gerard Manley Hopkins, William Butler Yeats, Pablo Neruda, Yves Bonnefoy, da lui tradotto, come anche François Villon) e dal lungo apprendistato, Kinnell è tra le voci più forti ed inquietanti della poesia americana contemporanea.

http://it.wikipedia.org/wiki/Galway_Kinnell

Alessandro Manitto insegna dal 2000 scrittura creativa e cinema, e lavora come autore per Walt Disney Television Italia nell'ambito del progetto di divulgazione scientifica AttivaMente.
http://www.alessandromanitto.com/

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