sabato 30 luglio 2011

Interventi - Con fare editoriale

di Cristiano Mattia Ricci

Ogni tanto, un editoriale va fatto; si prova qui a mimarne i movimenti.
Si può fare anche per ritrovare meglio e per un attimo il punto del discorso. Come se si trattasse di un giornale o una rivista, magari d’avanguardia.
Che belle quando c’erano, le riviste d’avanguardia; quando avevano un senso.
Oggi, che ridere, spesso quando una rivista è d’avanguardia semplicemente sceglie un periodo della storia delle avanguardie a cui riferirsi. Come da catalogo: gli anni Dieci, Venti, Trenta, Quaranta, Cinquanta, Sessanta, Settanta, Ottanta del Novecento...
Un editoriale è questo, con poche parole e fatto di poche cose da dire o scrivere per l’appunto; come da tradizione.
Questo progetto, pure stanco, avanza e non si sposta neppure oggi di un millimetro dai suoi presupposti.
Un editoriale è anche e sempre l’insieme dei contenuti del sito-rivista.



INCONTRI
Ho avuto voglia di scrivere precedentemente che Il Cerchio Azzurro è i miei incontri e gli incontri di chi con me ha partecipato e partecipa di questa esperienza.
In verità, per qualche tempo ho creduto che questo luogo fosse un’opera d’arte concettuale di un artista, come me, per nulla concettuale. In altre parole, un diario dove gli altri avrebbero potuto raccontare la mia vita; attraverso la loro.
E’ un’ipotesi che ho ritenuto suggestiva per qualche tempo; poi, non molto dopo, ho ritenuto la vita degli altri importante quanto la mia e quindi degna prevalentemente di raccontare se stessa. Intanto, Il Cerchio Azzurro è fuori; ben definito ai margini. Ed è un luogo di ricerca e di incontro.


PREFERENZE
Qui non è gradito chi ha successo, chi è troppo preso da richieste editoriali o di altra natura. Qui è gradito chi ha qualità e possibilmente, o qualche volta, di successo manca.
Qui è gradita ogni forma di eclettismo e persino di alto dilettantismo creativo.
Qui è gradito chi si occupa di più cose, confuse insieme, e chi non riesce a capire di cosa vuole occuparsi.
Soprattutto è gradito chi di pensiero si logora e arrovella; chi è prolisso, chi pratica magnificamente, con perversione, le arti della masturbazione mentale.
Chi qui si trova, in un altro momento storico sarebbe stato considerato un intellettuale.
Adesso l’intellettuale vende tanti libri, conosce tante cose e va in televisione; qui non si sanno molte cose e neppure si conosce molto la televisione; si cerca di dimenticarla.
Qui è molto gradito chi è fuori moda; non per moda. Chi neppure sa di esserlo. Chi non conosce cosa siano le mode e dunque ama stargli lontano.
Quando dico moda ovviamente mi riferisco alle mode culturali; quelle legate agli abiti, neppure si prendono in considerazione.



UN LUOGO PICCOLO PER L’EROTISMO
Detto questo, si deve aggiungere che Il Cerchio Azzurro è un luogo piccolo, molto piccolo; meglio dire una curiosa forma di “caccola”. Analogo è chiunque crede di essere qualcosa di più; quindi una libera e consapevole caccola ricca di energie vitali e salute.
Un blog dove spesso le persone capitano per caso, alla ricerca di una parola assurda o di una poesia, sull’amore o altro. Altre volte capita persino chi cerca su Internet materiali sull’erotismo; e questo mi fa comunque piacere.
In fondo chi vive questa passione per la cultura e la creatività vive sempre un’altra forma di erotismo. Il Cerchio Azzurro è con l’erotismo. Un buon quadro, o un autore sconosciuto, talvolta possono attivare altre forme di libido, con una dinamica quasi erotica.
Io credo infatti che la cultura ecciti la mente.
Altre volte è un luogo dove chi viene pubblicato, attraverso i motori di ricerca, cerca se stesso. Con ossessività si cerca nello spazio virtuale; stanco della vita cerca un riconoscimento al suo bel sogno. Un luogo di rassicurazione personale, dove ritrovare le migliori parti espressive di sè; quelle che per prime si autoriconosce.



EPHEMERA, IL SAPONE E LA POESIA SENZA LETTERARIETA’
In aprile, dopo molto tempo, Il Cerchio Azzurro è tornato in campo con delle serate reali a base dei suoi ingredienti preferiti come la poesia, l’arte visiva, ecc. E’ nata infatti Ephemera #01; una serata reale, ancora piccola, dove si sono analizzati argomenti che ci stanno a cuore e dove alcuni artisti visivi hanno esposto i loro lavori. Prepareremo in seguito una ricca carrellata di immagini fotografiche e il programma della serata; forniremo i dati del progetto.
Abbiamo ricominciato con molta prudenza, cercando di dare il giusto peso alle cose.
Il tema principale della serata era inerente la fiaba; abbiamo anche rivisitato alcuni dei contenuti poetici del Cerchio Azzurro.
Ringraziamo per la preziosità dei loro contributi tutte le persone che ci hanno aiutato a trovare nuovamente l’entusiasmo per questo genere di appuntamenti, che nella nostra particolare accezione divengono fuori moda. Se la voglia di raccontare ciò che amiamo continuerà a rinnovarsi, troveremo i giusti spazi e tempi per continuare con questo progetto. Ephemera è una serata-tipo; riproducibile pure con nuovi contenuti, in ogni luogo; è un progetto senza date e scadenze; senza una programmazione costante.
Ogni appuntamento affronterà prevalentemente un argomento. Con queste serate si potrà uscire dai contenuti prevalentemente raccolti nel blog. Lo stesso tema della fiaba è inedito rispetto a ciò di cui sinora ci siamo occupati. Le Ephemera, se continueranno a nascere, potranno affrontare liberamente qualsiasi argomento, anche di natura non artistica. Un'idea extra, come una saponetta con un odore differente da quelle più consuete.
A proposito di saponette (F. Ponge) e tornando ai nostri luoghi più usuali, voglio ringraziare Alessandro Manitto per la sua bella scelta di poeti americani contemporanei, di cui sul Cerchio Azzurro abbiamo iniziato a pubblicare le sue traduzioni, oltre ai brevi saggi introduttivi.
Avevamo infatti bisogno di tornare alla poesia, a un suo approfondimento. In particolare, di uscire da un clima poetico di natura esclusivamente italiana.
In Italia ci sono molti bravi poeti, ma spesso troppo letterari; spesso senza ironia, spesso senza immagini, spesso senza poesia. I poeti che qui presentiamo ci sembrano indicare strade per una creatività diversa.



INCUBI E DIVAGAZIONI
Evito di soffermarmi a raccontare come in questi dieci anni abbiamo visto il mondo circostante cambiare; chi passa da queste pagine, probabilmente, lo ha visto cambiare con i nostri stessi occhi. Di sicuro noi siamo tra quelli che molto soffrono della attuale realtà del nostro paese (*); speriamo che l’ "incubo-Berlusconi” riesca a smaterializzarsi, e vorremmo insieme a tanti altri che la corruzione politica nella nostra società si dileguasse.
L’attualità di questo momento in cui scrivo è contrassegnata da un gravissimo terremoto in Giappone e dai conseguenti maremoti; è una cosa scientificamente spiegabile ma incredibile per noi esseri umani. Migliaia di storie spezzate in pochi minuti; e così molte delle nostre certezze. In Egitto e Tunisia, sembra che la rivoluzione sia partita dal basso, dai giovani e dalle nuove generazioni che anelano a una maggiore libertà. Per noi italiani, schiavi di questo vecchio puttaniere miliardario, è davvero incoraggiante. In un certo senso viene da pensare che questi giovani, nonostante tutto meno fortunati di noi, siano migliori di noi e un esempio da seguire. Ma qui da noi, il potere dei soldi è più forte anche del potere dei sogni. I nostri poveri non sognano un mondo migliore; sognano solamente di essere ricchi.
Noi invece siamo tra quelli che sognano un mondo migliore, non di essere ricchi. Questo almeno come principio chiaro di base.

(*) Ora, che mi riscrivo sopra, passato qualche mese, qualcosa è ancora cambiato in Italia.
Milano, città distrutta dalla bruttezza umana di chi l’aveva governata, città di ideali bassissimi, di speculazione esagerata, di potere smisurato e corruzione; città non più in grado di esprimere sogni e dove il peso di una cappa di malessere era rintracciabile ogni giorno sulle teste delle persone normali, sta iniziando a liberarsi.
Ha vinto la campagna elettorale Giuliano Pisapia; finalmente, un attrezzato sognatore!
Ed ora, cazzo, manderanno all’aria i piani di governo del territorio delle giunte precedenti.
Come se non bastasse, dopo il Paese intero ha, con i referendum, bocciato in toto le politiche del governo. C’è insomma un’aria diversa, che ci fa sentire più vivi e partecipi.

IL CERCHIO AZZURRO IN BATTAGLIA E’ UN CIRCOLO PER PESCATORI
Che importanza può avere una rivista come la nostra in un mondo come questo, con gli assetti globali che si spostano, le incredibili tragedie vissute e le poche ma buone battaglie per la libertà?
Il Cerchio Azzurro anche è una battaglia; piccolissima e costruita con poco.
Una pacifica battaglia realizzata da alcune di quelle persone che praticano e amano l’arte in un paese che ama prevalentemente il successo e i soldi. Una nicchia di persone che hanno continuato a sognare anche in questi tempi difficili.
Scrivere, dipingere, “architettare” o musicare, non per diventare famosi, è qualcosa di molto diverso dalle più diffuse pratiche, anche creative. Un’attitudine indubbiamente originale.
Che poi non è una questione di moralità; penso che le arti non abbiano solo scopi edificanti e costruttivi per una società. Spesso le arti distruggono; e guardano diverso, di traverso o con gli occhi storti. Possono insultare l’esistente, come molte volte è stato fatto; ma di certo, allargano le possibilità della visione della realtà, arricchiscono la nostra interpretazione delle cose. Spingono oltre i nostri limiti.
Il Cerchio Azzurro è anche un luogo per darci importanza, senza pietismi; un circolo di vecchi e nuovi pescatori, per dare rilievo ad alcune delle migliori esperienze della nostra vita.


ARCHEOLOGIE PER IL FUTURO
Quando si scrive, si possono anche scrivere cazzate; la possibilità è ovunque data.
Con questo spirito intendo continuare queste ultime poche e poco auliche righe di congedo.
E’ un pensiero, una forma di dubbio; un’insicurezza; perché le insicurezze e i dubbi sono parte importante del nostro vivere quotidiano.
Questo per introdurre e fare ammissione di insicurezza; questo anche per omaggiare l’insicurezza di quel grande artista e scrittore che è stato Ettore Sottsass. Questo anche per ricordare con quale qualità del dubbio, quel genio che è stato Jorge Eielson mi mostrava le sue opere. Jorge diceva che non era sicuro che potessero piacere; esprimeva così un dubbio che arricchiva esponenzialmente tutto il suo meraviglioso lavoro.
A volte però diceva che attraverso le opere avvengono gli incontri più importanti tra le persone; altre volte mi sembrava invece sicuro che il suo lavoro avrebbe continuato a viaggiare oltre la sua vita. Sottilmente lasciava intendere che quelle sue bellissime cose avrebbero continuato il loro viaggio per moltissimo tempo dopo di lui.


CARTE D’IDENTITA’
Il Cerchio Azzurro è anche un modo di documentare una realtà, la nostra.
Io credo che queste pagine, queste interviste, questi testi poetici e interventi saggistici, in un futuro in cui noi non ci saremo più contribuiranno a ricostruire una storia comune e molte storie individuali. Noi, insieme ad altre realtà analoghe, forniremo le tracce per riscoprire queste esperienze meno conosciute, ma vitali, di arte e di vita del nostro tempo.


ARCHITETTURA E SPERANZA
Per concludere, e spero coerentemente, con il nostro anelare a una splendida forma di caos creativo e mentale, desidero pubblicare alcuni miei progetti di para-architettura e similari. Perché l’architettura è una cosa meravigliosa, come molte persone sanno e poche sperimentano. E’ però una disciplina che difficilmente si riesce a praticare, e spesso chi riesce a praticarla è semplicemente più furbo e non bravo. Io ad esempio, che non sono furbo, riesco solamente a immaginarla. E poiché questi progetti si avvicinano molto all’appunto e alla parola scritta, e poiché ancora molte forme di sogno vanno a convergere, oggi spero che con queste immagini e suggestioni io possa in qualche misura contribuire alla costruzione di un sogno più grande che tutti noi, appassionati delle arti e della vita, avvolge.

20 luglio 2011

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