- Il tema del dolore. Ho guardato i tuoi lavori e molto semplicemente ho visto questo dolore. L’ho immaginato? Era soltanto il mio?
Posso dirti che io solitamente lavoro quando mi sento bene, ma per me è inevitabile quello che viene fuori, e se ci senti del dolore allora ti dico che c'è.
- La cultura personale e il tuo immaginario. Mi ha colpito la tua lontananza dai pittori contemporanei; credo di vedere nelle tue opere un’affinità con alcuni artisti italiani e in particolare toscani del Novecento. Penso soprattutto a Ottone Rosai. Poi mi viene in mente Ardengo Soffici; anche Lorenzo Viani. L’uso del disegno; la sua espressività; una ricercata elementarità. Questi sono stati tra l’altro artisti-scrittori…
Bè, hai citato tutti artisti toscani, e forse non a caso... come sai io sono fiorentino, anche se ho origini per metà pugliesi... devo ammettere che adoro la passione di Modigliani, ma per quanto riguarda le affinità mi sento molto più vicino allo stile barbaro del suo amico Soutin. Certo è un onore per me essere accostato a maestri come Rosai o Viani... sicuramente sono artisti che ho ammirato e dai quali ho provato a rubare qualcosa... soprattutto adoro la semplice disperazione degli omini di Rosai e il drammatico esistenzialismo dei personaggi di Viani (il cieco, i mendicanti...). Diciamo che anche io ho un interesse per coloro che sono un po' al margine, e questo non per moda, ma perchè ci sento dentro una verità che me li fa sentire fratelli di strada, compagni che provano la mia stessa sofferenza. Ma sono moltissimi gli artisti che ammiro, e in fondo non posso dire di preferire quello o questo.. gli artisti sono artisti... Che so, vorrei avere il segno di Schiele, la classicità moderna di Bacon, o chissà cos'altro... ma in verità a me interessa raccontare me stesso, e lo faccio perchè ho sempre la sensazione di essere troppo avanti, sempre a un passo dalla morte, e il disegno mi riporta nell'attimo, qua dove sono in verità... mi aiuta a capire.
Posso dirti che io solitamente lavoro quando mi sento bene, ma per me è inevitabile quello che viene fuori, e se ci senti del dolore allora ti dico che c'è.
- La cultura personale e il tuo immaginario. Mi ha colpito la tua lontananza dai pittori contemporanei; credo di vedere nelle tue opere un’affinità con alcuni artisti italiani e in particolare toscani del Novecento. Penso soprattutto a Ottone Rosai. Poi mi viene in mente Ardengo Soffici; anche Lorenzo Viani. L’uso del disegno; la sua espressività; una ricercata elementarità. Questi sono stati tra l’altro artisti-scrittori…Bè, hai citato tutti artisti toscani, e forse non a caso... come sai io sono fiorentino, anche se ho origini per metà pugliesi... devo ammettere che adoro la passione di Modigliani, ma per quanto riguarda le affinità mi sento molto più vicino allo stile barbaro del suo amico Soutin. Certo è un onore per me essere accostato a maestri come Rosai o Viani... sicuramente sono artisti che ho ammirato e dai quali ho provato a rubare qualcosa... soprattutto adoro la semplice disperazione degli omini di Rosai e il drammatico esistenzialismo dei personaggi di Viani (il cieco, i mendicanti...). Diciamo che anche io ho un interesse per coloro che sono un po' al margine, e questo non per moda, ma perchè ci sento dentro una verità che me li fa sentire fratelli di strada, compagni che provano la mia stessa sofferenza. Ma sono moltissimi gli artisti che ammiro, e in fondo non posso dire di preferire quello o questo.. gli artisti sono artisti... Che so, vorrei avere il segno di Schiele, la classicità moderna di Bacon, o chissà cos'altro... ma in verità a me interessa raccontare me stesso, e lo faccio perchè ho sempre la sensazione di essere troppo avanti, sempre a un passo dalla morte, e il disegno mi riporta nell'attimo, qua dove sono in verità... mi aiuta a capire.
- Cosa scrivi quando scrivi? Ti piace la poesia?
Mi interessa molto la poesia e provo a fare poesia... tra l'altro in questo periodo in cui mi sono fratturato la tibia sto scrivendo un poemetto che vorrei pubblicare; il titolo sarà In carrozza. Ti cito un breve passaggio: "osservo quella giacca ferma come di gesso s'innalza come bellezza dipinta di pezza verde che puzza di vita."
- I tuoi lavori che ho visto a Milano e che qui presentiamo, sono prevalentemente realizzati su cartonlegno. Puoi raccontare qualche aspetto “tecnico” del tuo lavoro, qualche aneddoto sulle fasi della realizzazione di una tua opera?
Solitamente quando disegno traccio le lineee fondamentali per poi coprire il foglio con del nero, e poi scavando e ripulendo tiro fuori l'immagine, solitamente un volto... ma quello che mi interessa è provare a raccontare attraverso uno sguardo o una cicatrice o una ruga un pezzo di quella vita che sto ritraendo... lavoro sempre dal vero, vedere mi da spunti che altrimenti non avrei e mi mette in rapporto con la realtà. Penso che sia una cosa utile.
- Ti piacciono l’installazione, la video arte?
Non particolarmente per adesso... devo dire che non mi sono mai sforzato troppo di capirne il senso, penso che siano una forma d'arte ma raramente ho trovato istallazioni o video che mi abbiano entusiasmato. Invece con la pittura mi succede spessissimo... sarà per questo che la preferisco?
- Lavori per serie; ho visto dei tuoi paesaggi urbani; come ti piacerebbe che venisse letto il tuo lavoro?
Per quanto riguarda quei paesaggi urbani, che non sono altro che case popolari del quartiere dove vivono mia madre e mia nonna e dove ho vissuto fino a dieci anni fa, quello che ho cercato di raccontare è proprio quel senso di Purgatorio... vivere alle Piagge, secondo me, è come essere agli arresti domiciliari... per lungo tempo mi sono sentito così, e in quei disegni mi sono liberato di quella sensazione sgradevole... in uno di quei disegni c'è un grande sole che copre perfino i muri... qualcuno ha visto in quel disegno una citazione poetica, mentre io volevo solo omaggiare un artista, Edvard Munch.
- Trovi interessate il presente del nostro Paese? Segui la politica?
Quello che mi sembra interessante del nostro paese? La pizza...
- Attualmente quali lavori stai realizzando? Quali sono i temi?
Adesso sto facendo dei ritratti, tanto per cambiare. Sono persone che incontro in un bar centrale di Firenze... noi lo chiamiamo "il barraccio", è un bar un po' atipico per Firenze, sembra di stare in uno di quei locali malfamati del porto, dove puoi incontrare gente di tutti i tipi, ma gente che ha sempre qualche storia da raccontarti... sono pirati moderni... certo ora ti sarai fatta un'immagine preoccupante di questo posto, ho un po' esagerato, in quanto sono tutti abbastanza civili. E' che però succedono cose strane a volte... e io voglio raccontare questa fauna umana... credo che ci farò una mostra.
- Cos’ha l’artista che altri non hanno?
Credo che un artista sia un uomo che cerca di esprimere una sua personale visione, un suo pensiero libero, oppure che voglia affermare la propria esistenza... non so se ha qualcosa che gli altri non hanno, però credo che ci siano molti motivi per cui vale la pena di fare l'artista... sennò
non farei la fame pur di continuare a fare quello che desidero... in fondo è una scelta coraggiosa e rischiosa. Ma ripeto, ci sono molti motivi per cui un uomo sente di dover fare l'artista, e ognuno lo tiene nascosto dentro di sè... diciamo che l'arte è un mezzo per svelarsi, e anche per fare questo ci vuole coraggio...
http://sebastianobenegiamo.blogspot.com/
http://www.spaziarti.com/?p=299
Mi interessa molto la poesia e provo a fare poesia... tra l'altro in questo periodo in cui mi sono fratturato la tibia sto scrivendo un poemetto che vorrei pubblicare; il titolo sarà In carrozza. Ti cito un breve passaggio: "osservo quella giacca ferma come di gesso s'innalza come bellezza dipinta di pezza verde che puzza di vita."
- I tuoi lavori che ho visto a Milano e che qui presentiamo, sono prevalentemente realizzati su cartonlegno. Puoi raccontare qualche aspetto “tecnico” del tuo lavoro, qualche aneddoto sulle fasi della realizzazione di una tua opera?Solitamente quando disegno traccio le lineee fondamentali per poi coprire il foglio con del nero, e poi scavando e ripulendo tiro fuori l'immagine, solitamente un volto... ma quello che mi interessa è provare a raccontare attraverso uno sguardo o una cicatrice o una ruga un pezzo di quella vita che sto ritraendo... lavoro sempre dal vero, vedere mi da spunti che altrimenti non avrei e mi mette in rapporto con la realtà. Penso che sia una cosa utile.
- Ti piacciono l’installazione, la video arte?Non particolarmente per adesso... devo dire che non mi sono mai sforzato troppo di capirne il senso, penso che siano una forma d'arte ma raramente ho trovato istallazioni o video che mi abbiano entusiasmato. Invece con la pittura mi succede spessissimo... sarà per questo che la preferisco?
- Lavori per serie; ho visto dei tuoi paesaggi urbani; come ti piacerebbe che venisse letto il tuo lavoro?Per quanto riguarda quei paesaggi urbani, che non sono altro che case popolari del quartiere dove vivono mia madre e mia nonna e dove ho vissuto fino a dieci anni fa, quello che ho cercato di raccontare è proprio quel senso di Purgatorio... vivere alle Piagge, secondo me, è come essere agli arresti domiciliari... per lungo tempo mi sono sentito così, e in quei disegni mi sono liberato di quella sensazione sgradevole... in uno di quei disegni c'è un grande sole che copre perfino i muri... qualcuno ha visto in quel disegno una citazione poetica, mentre io volevo solo omaggiare un artista, Edvard Munch.
- Trovi interessate il presente del nostro Paese? Segui la politica?Quello che mi sembra interessante del nostro paese? La pizza...
- Attualmente quali lavori stai realizzando? Quali sono i temi?Adesso sto facendo dei ritratti, tanto per cambiare. Sono persone che incontro in un bar centrale di Firenze... noi lo chiamiamo "il barraccio", è un bar un po' atipico per Firenze, sembra di stare in uno di quei locali malfamati del porto, dove puoi incontrare gente di tutti i tipi, ma gente che ha sempre qualche storia da raccontarti... sono pirati moderni... certo ora ti sarai fatta un'immagine preoccupante di questo posto, ho un po' esagerato, in quanto sono tutti abbastanza civili. E' che però succedono cose strane a volte... e io voglio raccontare questa fauna umana... credo che ci farò una mostra.
- Cos’ha l’artista che altri non hanno?Credo che un artista sia un uomo che cerca di esprimere una sua personale visione, un suo pensiero libero, oppure che voglia affermare la propria esistenza... non so se ha qualcosa che gli altri non hanno, però credo che ci siano molti motivi per cui vale la pena di fare l'artista... sennò
non farei la fame pur di continuare a fare quello che desidero... in fondo è una scelta coraggiosa e rischiosa. Ma ripeto, ci sono molti motivi per cui un uomo sente di dover fare l'artista, e ognuno lo tiene nascosto dentro di sè... diciamo che l'arte è un mezzo per svelarsi, e anche per fare questo ci vuole coraggio...
Intervista curata da Cristiano Mattia Ricci
Nota
Sebastiano Benegiamo è nato a Fiesole il 2 gennaio 1982. E' diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Adriano Bimbi. Vive e lavora a Firenze.
http://sebastianobenegiamo.blogspot.com/
http://www.spaziarti.com/?p=299





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