- Luc, tu sei sulla scena artistica dagli anni Ottanta: oltre a essere poeta visivo, sei anche un profondo conoscitore della mail-art. Sul tuo sito http://www.vansebroeck.be/ hai scritto: "La mail-art non è morta, lunga vita alla mail-art". Quanto è cambiata, negli ultimi dieci anni, questa forma di espressione artistica? In che modo riesce a rinnovarsi?La mail-art negli ultimi dieci anni è stata influenzata da Internet, e viceversa. I primi artisti di questa corrente usavano il web solo per far conoscere i propri lavori. Ma ora i mail-artists impostano direttamente i progetti attraverso i blog, benché si facesse mail-art anche con mezzi pre-Internet (BBS, fax, networks). Il primo forum online di discussione sull'arte è stato Fluxlist, ed era promosso/utilizzato da mail-artists e dagli artisti Fluxus dell'ultimo periodo. Quindi la mail-art ha modificato online i propri strumenti. Cosa contribuisce al rinnovamento? Una comunicazione più veloce nell'organizzazione di un progetto, come per esempio ABAD, un postcardproject di M. Rose in onore di R. Johnson - http://abookaboutdeatharchive.blogspot.com/ - in esposizione nella galleria di Emily Harvey a New York nel settembre 2009 e ora in viaggio per il mondo. Oppure l'attiva comunità italiana di mail-art, online su http://dododada.ning.com/.
- Qual è stata l'importanza di Fluxus per l'arte? Quanto ha influenzato il tuo lavoro? Che eredità ha lasciato questo movimento artistico?Fluxus ha dato forma al processo della comunicazione come arte. La maggior parte dei primi artisti Fluxus ne ha gettato le fondamenta in molti campi: Nam June Paik (video), Charlotte Moorman (festival d'avant-garde), Ken Friedman (la prima collettiva aperta, l'Omaha Flowing Systems, è stata un modello per le esposizioni di mail-art) e Ray Johnson (add-on mailings).
Dick Higgins ha lanciato il termine "intermedia". E' una prospettiva visionaria sull'arte non ancora capita dai moderni curatori, che la stravolgono nel marketing e in enormi biennali. Il modo "fluxus" di concepire l'arte connessa alla vita = attività umana come attività artistica.

- Parlaci dei temi principali che attraversano i tuoi lavori più recenti.Interrogare la realtà politica e sociale attraverso lo straniamento delle immagini; stratificazione della memoria: combinare/giustapporre immagini dal passato, dal presente e dal futuro; ricerca dell'essenza "originale" dell'immagine, piuttosto che dell'effetto "vintage" o dell'operazione di "recupero" artistico via Photoshop; interrelazione con gli artisti della comunicazione del mondo intero, ad esempio a novembre del 2010 con l'esposizione Sboccato nell'U-manspace di Rovereto, o progetti futuri di collegamento con "mouvements" come il Collage de Pataphsysique (Tania Lorandi), o i rapporti con il Fluxism (i miei Postfluxpostbooklets fin dal 1987).

- Prima di essere mail-artist, sei stato poeta e poi poeta visivo: lavori ancora con la poesia visiva? Che peso ha per te la parola scritta?
Sì, nasco come poeta sperimentale, sotto l'influenza dell'avanguardia belga (Van Ostayen). Ma dopo poco mi sono rivolto alla poesia visiva. Ora, fin dagli ultimi anni Novanta, mi dedico alla mia re-poesia visiva, un movimento italiano di poesia visiva che era/è conosciuto come determinato, politico e anti-pop a causa della sua attività di guerriglia semiologica (E. Miccini). Non ritengo questo modo di vedere fuori moda, invecchiato o ripetitivo, ma anzi lo ritengo assolutamente CONTEMPORANEO. La maggior parte degli eventi politici odierni hanno una forte somiglianza con quelli degli anni Sessanta. La protesta, i cambiamenti sociali, la crisi (anche quella degli anni Ottanta), il potere dei mass media… solo i nomi delle multinazionali sono cambiati, ma i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri più poveri. Perciò il poeta deve cercare di cambiare il mondo per sé e per gli altri. Questa visione utopica è parte del mio concepire/fare arte, in quanto provocatore attraverso il mezzo del collage. La poesia visiva va oltre il collage. Il collage è stato recuperato attraverso/come "timbri, arte postale e album di ritagli". Quindi re-poesia visiva è uno strumento/modo dell'arte/vita di aggredire la realtà. Nei miei poemi visivi uso la parola scritta. La parola interroga le immagini e rende visibili gli strati. Di segni da leggere o guardare.
Sì, nasco come poeta sperimentale, sotto l'influenza dell'avanguardia belga (Van Ostayen). Ma dopo poco mi sono rivolto alla poesia visiva. Ora, fin dagli ultimi anni Novanta, mi dedico alla mia re-poesia visiva, un movimento italiano di poesia visiva che era/è conosciuto come determinato, politico e anti-pop a causa della sua attività di guerriglia semiologica (E. Miccini). Non ritengo questo modo di vedere fuori moda, invecchiato o ripetitivo, ma anzi lo ritengo assolutamente CONTEMPORANEO. La maggior parte degli eventi politici odierni hanno una forte somiglianza con quelli degli anni Sessanta. La protesta, i cambiamenti sociali, la crisi (anche quella degli anni Ottanta), il potere dei mass media… solo i nomi delle multinazionali sono cambiati, ma i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri più poveri. Perciò il poeta deve cercare di cambiare il mondo per sé e per gli altri. Questa visione utopica è parte del mio concepire/fare arte, in quanto provocatore attraverso il mezzo del collage. La poesia visiva va oltre il collage. Il collage è stato recuperato attraverso/come "timbri, arte postale e album di ritagli". Quindi re-poesia visiva è uno strumento/modo dell'arte/vita di aggredire la realtà. Nei miei poemi visivi uso la parola scritta. La parola interroga le immagini e rende visibili gli strati. Di segni da leggere o guardare.

- "La mail-art è una passione che costruisce un sogno". Cosa pensi del mondo di oggi? Ti piace? E' ancora possibile, oggi, costruire un sogno?Senza la mia "esperienza" nella mail-art non sarei potuto essere l'artista che sono. La mail-art ha cambiato la mia vita. Le ha dato una direzione. Ho cominciato a scambiare lavori, piuttosto che a venderli. Ho incontrato nel loro paese persone che non conoscevo, senza fare del turismo. Ho costruito amicizie e partecipato a gruppi ben prima di Facebook, e questi legami durano da 25 anni. Perciò, sono attivo grazie a questo "network", a questa "rete". Senza di loro non potrei esistere. Nel novembre 2011 avrò un posto da ricercatore alla Emily Harvey Foundation di Venezia. Ho incontrato Emily due volte (a New York e a Venezia) e sono grato alla sua fondazione per il riconoscimento dei miei 25 anni di esperienza in questo campo. Quindi: sì, un sogno può avverarsi. Il mondo di oggi ha bisogno di sognatori/artisti, non di venditori/artisti, e perciò… continuo a combattere. Grazie.

Intervista curata da Cristiano Mattia RicciNota
Luc Fierens dal 1984 è uno degli artisti belgi della nuova generazione più attivi nel campo della mail-art e della poesia visiva. La sua produzione spazia dal collage all’installazione, dai libri d’artista ai poemi oggetto. Dal 1993 lavora con la moglie Annina Van Sebroeck. Vive e lavora in Belgio ma ha costruito negli anni un network di collaborazioni internazionali con artisti Fluxus, neo-dada, performers e poeti sonori e visivi che si estende dall’Europa agli Stati Uniti.
http://www.vansebroeck.be/fierens-mailart/WELCOME.html
http://www.flickr.com/photos/23777629@N05/





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