- Il tuo stile musicale, dall’aspetto pop, ha un forte gusto blues, country e spesso folk. I tuoi testi assumono la chiara direzione del racconto, ricordando le narrazioni cantate di De Gregori o di Bennato. Da dove nasce e come si sviluppa questa tua intenzione musicale?
- Ho iniziato ascoltando la musica pop inglese, per l’esattezza il pop di Clapton, Dire Straits, Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, etc… In tutti questi artisti trovo ci sia una comunanza, una sorta di impronta genetica blues ove spicca l’esatta centralità della “voce” della chitarra… E’ qualcosa che ignori magari fino a quando non t’innamori visceralmente del blues e di tutti i suoi interpreti che hanno fatto la storia del suono. Penso nel mio piccolissimo che il blues abbia fatto nascere l’ottanta per cento della musica del secolo scorso. Quando mi occupo dei testi, cerco di proseguire la tradizione dei grandi cantautori come De Gregori, Bennato, De Andrè, Capossela, Graziani, Dalla, Guccini, Battiato, e di tutti coloro che dicono schiettamente ciò che pensano. Mi ritrovo a ricalcarne le intenzioni narrative. Naturalmente il faro però è Bob Dylan. In generale parto da una base di musica radicale, poi con gli arrangiamenti metto il vestito che voglio far indossare.
- Sei emigrato dalla Sardegna verso il nord Italia per fare l’artista. Sei arrivato qui con la tua borsa di sogni. Dopo anni di gavetta, ultimamente animi con continuità lo scenario musicale milanese. Quali son le difficoltà e le delizie di un giovane e virtuoso chansonnier metropolitano?
- Grazie per il virtuoso, ma forse è un parolone. Mi viene la voglia semplicemente... Mi piace incastonare la chitarra all’interno dei brani come fosse una voce (forse perché non sono dotato di grandi doti canore). Mi piace dilatare i brani con improvvisazioni e cercare di non rifare gli stessi soli. Negli anni passati questo piaceva alla gente. Penso piaccia ancora. Le difficoltà son quotidiane, anche perché la gavetta non finisce mai, penso per tutti, come racconto in un brano del mio disco, dedicato a San Precario. Anche chi lavora in un’azienda con contratto a tempo indeterminato può restare senza lavoro... però se ami tanto qualcosa, cerchi di andare sempre avanti senza metterti limiti… e io mi ritengo sempre all’inizio. Soprattutto nel periodo storico e sociale che stiamo vivendo, Internet è andato fuori controllo e si fa troppo presto con un clic ad avere le cose.. Questo magari impigrisce le persone, e la voglia di fare bene come una volta, ossia suonando gli strumenti. Ora si fanno sempre di più le canzoni con i banchi di campionatori già pronti, software virtuali, loops, sequenze… per carità c’è tanta gente brava che li sa usare, ma c’è n'è anche tanta che li usa solo per risparmiare tempo. Il risultato finale è veloce come preparare un risotto con i funghi in busta. Ma non ha lo stesso sapore e qualità di un risotto dove tu compri e cucini con passione, con il tuo tocco, i funghi. Dischi se ne vendono sempre meno, e l’unica soluzione (che penso sia anche l’aspetto più sincero della musica) è il live. Non trovo esagerato dire infine che la cosa migliore per chi sogna il mestiere d’artista, penso sia avere un buon manager che ti “usi”, e che sia ingordo di concerti e performances dal vivo.
- Sei laureato in chimica. Quali relazioni trovi tra la chimica del visibile materiale e la sostanza invisibile della canzone?
- Sono laureato in scienze dei materiali (chimica/fisica), ma quello è un capitolo chiuso e sigillato di cui ho buttato la chiave quando ho finito di discutere la tesi (sorride amaro e accenna allo stato della ricerca scientifica italiana, n.d.r.). Restando in tema potrei rispondere che trovo una relazione di chimica organica con la musica. Magari in una canzone si fa un solo improvvisato mischiando varie matrici; quelli possono essere i reagenti, e nel mio caso possono essere il blues, la classica, il reggae, lo swing, il punk, il soul, il country. Suonandoli in modo giusto, bilanciando i soli con vari generi (ossia la reazione) viene fuori la soluzione finale e finita dove la canzone prenderà la sua direzione. Forse è un po’ troppo... ah ah ah... (ride, in sardo, n.d.r.)
- De Andrè, a cui tu dedichi omaggi e set celebrativi, è forse il cantautore alla cui opera si attribuisce piu’ spesso dignità letteraria. Sei sensibile all’idea di un valore culturale della canzone?
- Assolutamente! Molte canzoni ti svelano segreti, e ti insegnano i caratteri della vita… per quanto mi riguarda De Andrè e Battiato sono dei capostipiti, mi hanno saputo sempre rassicurare e mettere in guardia su molti argomenti.
- Collabori da anni col gruppo teatrale La Manifattura (http://www.lamanifattura.org/). Coniughi la tua personale scrittura con contributi e omaggi a grandi poeti scomparsi (Neruda, Levi, Pasolini). Quali ossessioni e inquietudini personali può esprimere la scrittura di un artista altro da te ?
- Con La Manifattura collaboro da circa cinque anni, e con loro ci occupiamo di unire poesia, musica e immagini di opere di alcuni scrittori che hai citato prima. Io mi occupo di fare le musiche degli spettacoli in presa diretta mentre gli attori recitano, e questo viene intrecciato e sottolineato dalle immagini. Lo spettacolo dove forse riesco ad esprimere meglio il mio stato d’animo penso sia quello su Primo Levi (si fa serio, n.d.r.). E' uno spettacolo costruito a parer mio molto bene (per non dire perfetto), racchiude in 45 minuti circa temi assoluti e condivisi: la pace della vita tranquilla, la separazione, il dolore, la morte, la redenzione dell’Uomo, chiudendo con la speranza di un mondo migliore filtrato dall’amore.
- I tuoi attuali progetti? Dove e quando possiamo ascoltarti?
- Da agosto ho la fortuna di essere il chitarrista della grande Irene Fargo. Abbiamo fatto un concerto il 9 settembre a Chiari ed è stato molto bello. Lavorare con una grande artista come Irene Fargo (e il suo staff) mi sta dando la possibilità di crescere molto, a livello musicale e umano. Inoltre ho suonato con il mio gruppo blues (Roberto Salis blues band) al MITO Fringe, la manifestazione a livello internazionale che fanno a Milano e a Torino in settembre. Si tratta di un nuovo combo formato da me voce e chitarra, Daniele Di Marco tastiere, Fabio Buono batteria, Giuseppe Brigandì al basso. Suoniamo standard blues in tutte le sue venature, e country dando molto spazio alle improvvisazioni. Ci divertiamo tanto (e penso anche la gente che viene a sentirci). A breve inizierò a lavorare con Daniele Di Marco ad alcuni miei brani, in parte nuove bozze di voce e chitarra, altri di qualche anno fa. Vedremo di riarrangiarli secondo le nostre influenze, cercando di dare più spazio agli strumenti elettrici rispetto al lavoro precedente, più acustico.
- Quale canzone di un altro artista avresti voluto aver scritto tu?
- Grazie per la domanda che mi poni, ma non so se sono all’altezza di rispondere. Comunque sono tantissime, non può essercene una in particolare… Chi lo sa! Son troppe, veramente! Come si fa a fare una classifica o sceglierne solo una? C’è la genialità folle dei Beatles, che hanno inventato (a parer mio) la musica pop; la veggenza di Bob Dylan e il suo modo di dire, pane al pane vino al vino, quello che pensava; i capolavori di De Andrè e i suoi testi che vengono studiati alle scuole superiori. Forse c’è un pezzo significativo… è quello di una persona come Mark Knopfler, in un’ intervista disse che fu il primo brano scritto nella sua vita, e questa canzone è Sultans of swing. Una canzone irresistibile, che ha tracciato un solco miliare nella storia della musica e che ha fatto venir voglia a mezzo mondo di avvicinarsi alla chitarra. Forse scelgo questa… ma non posso non pensare alla grandezza di Battiato, che esplora l’universo da trent'anni senza mai ripetersi…maledizione Alessio… son davvero tante, starei qui a scrivere dieci pagine su tantissimi artisti che adoro e che mi aiutano a star bene...
- Ok, ciao Roberto, e auguri per i tuoi progetti!
Intervista curata da Alessio Luise
NOTA
Alessio Luise, classe 1978, laureato in Filosofia, lavora nei call-centers per conforto e prima necessità da più di dieci anni.
Da un tempo maggiore pratica la scrittura "meloGrammatica”.
Con Lietocolle Editore nel 2006 pubblica Concavo.Convesso.Corsivo.; contribuisce inoltre con tre liriche all’antologia, edita da Net Saggiatore, Subway - Poeti italiani underground, con prefazione di Davide Rondoni.
Autore di canzoni, con il nome Luisenzaltro ha autoprodotto i lavori sonori Inversioni aEIOU, in versione aUDIO (2004), L’uomo non è volante, ma sterza con furia (2005), Il corsivo è dell’autoradio (2006), Insicurezza sul lavoro (2007), in parte trasmessi da Radio Rai 1, Radio Popolare, Radio Alma (Bruxelles).
Altre apparizioni ne L'albero degli aforismi (Lietocolle Editore, 2004), in Ospite d'onore. Della Terra. (Subway, 2006, Tratto Pen), in Roma verso Milano (Lietocolle Editore, 2007), e nella biografia di Luigi Tenco Il mio posto nel mondo (BUR Rizzoli, 2007).
E' recentissima la pubblicazione di alcuni suoi testi nell'antologia Frecce verso l'altro (Marcos y Marcos), che raccoglie le poesie vincitrici del premio letterario Born to write 2010, promosso dall'Assessorato alla creatività giovanile del Comune di Parma e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze nell'ambito di Italia Creativa, un progetto a sostegno dei giovani creativi a cura del Dipartimento della Gioventù del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con GAI (Giovani Artisti Italiani).
Roberto Salis, nato nel 1976 a Iglesias (Sardegna), dopo aver terminato gli studi in chimica ha iniziato a suonare nella sua terra con un gruppo incentrato sul blues elettrico, il country e il rock, per poi trasferirsi a Roma e recentemente a Milano. Nel corso di questi anni si è esibito live quasi sempre con chitarra acustica, sia da solo sia in gruppo, sia per propri progetti sia come chitarrista di altri artisti.
A Roma ha collaborato alla realizzazione di alcune colonne sonore del Centro Sperimentale di Cinema: per il cortometraggio Sonica Onirica di Gian Marco Floris (medaglia d' argento del Presidente della Repubblica, presentato al New York short film festival e vincitore del concorso Ewiwa al teatro Verga di Milano), per Gli ultimi saranno i primi di Luca Giordano e per alcuni documentari con Carlo Martinelli (musicista ex-collaboratore di Britti, Cammariere, Stewards, Ciotti e Tiromancino).
Attualmente alterna le esibizioni live con una proficua collaborazione con l'associazione teatrale La Manifattura, facendo le musiche in presa diretta come con voce, chitarra e loop per spettacoli teatrali su Neruda, Pasolini, Calvino, Pratt, Levi, De Andrè, Battisti ecc.
A maggio 2009 ha partecipato al B-side festival come chitarrista di Gianluca Massaroni, cantautore prodotto da Eros Ramazzotti, e a giugno 2009 ha partecipato ad alcune serate di swing a Modena con Michele Vignali, Glauco Zuppiroli ed Enrico Lazzarini (collaboratori di Vinicio Capossela) e con Adriano Molinari (batterista di Zucchero).
A luglio 2009 è uscito il suo primo album distribuito dalla Video Radio, dal titolo L’Antidoto.
Da settembre 2009 è una presenza fissa al locale di Milano The Beach, dove allieta il pre-serata discoteca con musica strumentale a tema improvvisata con chitarra acustica.
http://www.robertosalis.it/



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